venerdì 29 maggio 2009

Onda verde del calcio italiano


Sulla gazzetta di oggi c'è un articolo di Carlo Laudisa sull'onda verde nel calcio.
Commentando il suo pensiero, si potrebbe dire, collegandoci al trionfo del Barcellona in champions league, che la sua vittoria è frutto di una gestione oculata, efficiente ed efficace. Analizzando più dettagliatamente la società catalana, possiamo osservare che il suo condottiero ovvero "Pep Guardiola" guadagna meno della metà di quanto guadagnava Rijkaard, ma la cosa più importante è la valorizzazione di molti giovani nel suo vivaio. Il Barça ha ceduto campioni oramai sul viale del tramonto e molto dispendiosi per le casse della società, andandoli a rimpiazzare con talenti cresciuti nella "cantera", plasmati con quello che è l'imprinting vincente della società.
Nel nostro paese si segue una politica totalmente opposta, cioè fatta di acquisti di campioni che chiedono la luna e che pesano sui bilanci delle società, vedi il classico esempio dell'Inter che, nonostante abbia vinto, si permette di avere a bilancio un tecnico come Mourinhio "strapagato". Non sempre tali politiche sono convergenti con le aspettative delle socetà, esempio classico il Milan aveva, nella stagione 2009/2010, come obiettivo principale lo scudetto e come alternativa la coppa Uefa, nessuno dei due è stato raggiunto.
La stessa Inter aveva come priorità la Champions, ma non l'ha raggiunta. Ciò fa capire che la formula matematica invetimenti = vittorie non sempre è soddisfatta, ma entrano in gioco altre variabili.
Anche in Italia, però, stanno facendo il "mea culpa" su alcune scelte strategiche aberranti, e stanno riflettendo sul fatto che politiche dispendiose non porteranno altro che gravi conseguenze sui bilanci, così alcune grandi società tipo juventus, milan, stanno verificando l'ipotesi di lanciare giovani emergenti in panchina. Il punto fondamentale è che gli emergenti devono esserci anche in campo. L'emrgente è il giovane del vivaio da lanciare, con cautela, in prima squadra. Risorse, quindi, da destinare al potenziamento ed all'organizzazione del settore giovanile, con a capo un figura competente sia dal punto di vista gestionale che tecnico, volto ad individuare ad acquistare giovani talenti da inserire gradualmente in prima squadra.
La morale di tutto ciò è:
Programmare, investire (con oculatezza) e gestire.

Il Milan di Leonardo (forse), dai primi roumors di mercato pare e, sottolineo pare, stia approcciando verso la linea verde, cominciando dal riscatto di Paloschi che secondo me è un predestinato.
Una grande squadra però, non deve essere esclusivamente costituita da giovani emergenti, perchè i ragazzi nei momento clou, ti possono venir meno, ed è normale, i giovani devono crescere accanto ai campioni che non devono essere la totalità. In altre parole occore il giusto mix.
L'ossatura della squadra deve essere del viavaio, ovvero dei giovani cresciuti con l'attaccamento alla maglia e con la voglia di Milan addosso.

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