Ieri a Milanello c’e’ stata la presentazione del nuovo allenatore rossonero Leonardo. Una presentazione diversa
dalle altre perché non avvenuta, come da tradizione, nella sede di Via Turati.
Leonardo è un gran comunicatore, un uomo immagine, un grande dirigente che capisce di calcio l’importante e’ che queste doti vengano confermate sul campo, cosa alquanto facile.
L’approccio però non e’ stato così negativo anzi, dopo aver chiaramente ringraziato Carlo Ancelotti, lui ha fatto presente che si orienterà verso un gioco spettacolare ed offensivo senza trascurare gli equilibri tattici che sono fondamentali. La tattica verrà continuamente monitorata anche attraverso l’introduzione di una nuova figura “il tattico” che studierà movimenti ed atteggiamenti degli avversari e relazionerà tutto ai suoi collaboratori in primis il Tasso(Tassotti). La nuova figura dovrebbe essere incarnata in due persone Gino Maldera e Castellazzi entrambi provenienti dal settore giovanile. Qualcosa cambierà anche nello staff medico soprattutto nella gestione degli infortuni. Il mister vuole monitoraggi aggiornati sul gruppo e sugli infortunati.
Leonardo sarà prima di tutto un gestore di risorse umane un uomo capace di gestire lo spogliatoio e fare da trait d’union fra il campo e la società.
La cosa importante da capire e’ come si presenterà il nuovo Milan, su quali giocatori punterà Leo. E’ chiaro che questi sono quesiti che adesso e’ quasi impossibile rispondere perché bisogna capire come giocherà la squadra e quindi quale impostazione tattica gli darà il nuovo mister.
Un indizio però Leo l’ha già dato ed è quello di potenziare le fasce laterali per avere una maggiore spinta offensiva. Su questo punto mi trova ampiamente d’accordo perché negli anni precedenti o, per meglio dire, dal momento degli addii di Cafu’ e Serginho, la manovra si sviluppava molto per vie centrali non avendo uomini di fascia adeguati, con la conseguenza che la squadra soffriva molto soprattutto contro le “piccole” che, chiudendo le vie centrali, impedivano al Milan lo sviluppo della manovra offensiva permettendo spesso di ritornare a casa con un punticino in saccoccia. La perdita di punti contro le cosiddette “piccole” insieme agli infortuni ed alla mancanza di continuità hanno contribuito all’abbandono del sogno scudetto. Su questi aspetti il mister deve lavorare molto.
Leo è certamente una scommessa della società. Una scommessa che il Milan, per ciò che riguarda gli allenatori, ha sbagliato poche volte, vedi Sacchi, vedi Capello.
Io penso che la società abbia valutato molto bene questo tipo di soluzione ponderando con oculatezza i pro ed i contro ma soprattutto vedendo cosa presenta il mercato delle panchine attualmente e certamente i nomi a disposizione non hanno convinto in pieno la dirigenza.
Dal mio punto di vista posso solo dire che sono un po’ frastornato cioè non sono in grado di dare un giudizio tecnico sul nuovo allenatore ma ho la sensazione che la scelta sia quella, con le alternative esistenti, giusta.
Nessun commento:
Posta un commento